amantini.org Il Blog personale di Massimiliano Amantini

E’ nato un nuovo blog, oggi!

Un breve cenno storico:
BitTorrent, spesso abbreviato BT, è un protocollo peer-to-peer (P2P) che consente la distribuzione e la condivisione di file su Internet.
Esiste anche un software che implementa questo protocollo e che si chiama nello stesso modo, ossia BitTorrent. È stato sviluppato da Bram Cohen, un programmatore di San Francisco, e ha debuttato al CodeCon del 2002. È scritto in linguaggio Python ed è stato rilasciato originariamente sotto licenza MIT. Dalla versione 4.0.0 del 7 marzo 2005 la licenza è cambiata nella BitTorrent Open Source License. Il software è disponibile per quasi tutti i sistemi operativi.

Cos’è un file .torrent?
È un semplice file, di esigue dimensioni, che può essere pubblicato, ad esempio, su una pagina Web. Per poter usufruire del sistema è quindi necessario, prima di tutto, prelevare un file con l’estensione .torrent. Tale file svolge la funzione di indice, con la descrizione di tutti i pacchetti in cui è stato suddiviso un originale, incluse le chiavi hash che garantiscono l’integrità dei vari pezzi. Tecnicamente altro non è che un file statico, e contiene delle informazioni codificate mediante un algoritmo di hashing che descrivono i file da prelevare e/o da trasferire. Inoltre contiene l’indirizzo URL, cioè un link, di un server traccia (in inglese tracker) utilizzato per localizzare le sorgenti che posseggono il file o parte di esso. Questo tracker è un piccolo programma che svolge il ruolo di vigile urbano, coordinando le richieste degli utenti che cercano di scaricare un certo file e informandoli a vicenda di chi possiede quali pezzi.

Il protocollo BitTorrent
BitTorrent utilizza un protocollo nuovo rispetto ai sistemi P2P. La sua caratteristica principale è la facile estensibilità, segue il limitato consumo di banda. Il protocollo si basa su un algoritmo di codifica detto Bencode, utilizzato per le comunicazioni client/server e client/client.
Sviluppi Recenti
Gli sviluppatori della rete BitTorrent stanno lavorando sodo per ottenere una rete decentralizzata. Un primo passo è stata l’introduzione del DHT (Distributed Hash Table, tabella di Hash distribuita). Al momento è stata introdotta dal client BitTorrent ufficiale, da Azureus, da BitComet, da Deluge Torrent, da μTorrent, da KTorrent e da Tomato Torrent.

Ora passiamo all’aspetto pratico.
Scarichiamo Azureus un client BitTorrent da qui e lanciamo l’installazione
primo step
Vistiamo le condizioni di utilizzo del software
secondo step
Il path dove andare a sistemare l’applicazione

spuntiamo la casella di associazione dei file torrent con l’applicazione in oggetto

Terminiamo l’installazione!
Lanciamo il programma facendo la solita operazione di double click oppure di esecuzione del processo dal menù dei programmi….

Ora ci spostiamo sul nostro client, nel menù dei file entriamo dentro strumenti e poi in opzioni, in modo da andare a scegliere una cartella di detinazione dei file .torrent e dei file scaricati. Quindi clikkiamo su file, spostamento dei completati, scegliere la destinazione, e dei torrent, scegliere la destinazione. Fatto? Ora possiamo chiudere la finestra delle opzioni di Azureus.

entriamo nella nostra sezione di download ed andiamoci a recuperare tramite l’aiutino del sempre utilissimo google, il nostro primo file torrent. Inseriamo nel box di ricerca queste chiavi: download [nome film] ita torrent . usciranno diversi siti da cui poter scaricare il torrent. ThePirateBay ad esempio è uno dei più noti. Una volta scaricato il nostro torrent trasciniamolo dentro la finestra di download ed attendiamo l’esito.

Grazie a BiTorrent e Grazie a tutti coloro che aiutano a diventare sempre più grande e potente questo progetto di scambio files.

Ciao a tutti oggi vedremo come scovare dei dati sensibli attraverso la grande rete www.
Scarichiamo ed installiamo Emule qui.
Una volta eseguito, connettiamoci ad uno dei sempre meno numerosi server a nostra disposizione. Ci spostiamo successivamente nella finestra di ricerca e quindi inseriamo nel box apposito la parola chiave: “poste”, nel combo box sottostante scegliamo di filtrarci solo: “file di testo”. (Per vedere le fotografie ingrandite clikkiamoci sopra!)

Qui sotto un primo esempio di istantanea del risultato che abbiamo ottenuto con estrema facilità:

Ecco il primo risultato ai nostri sforzi

Eccoli! Trovati e scaricati (se le fonte è una sola è normale, altrimenti vorrebbe dire che sicuramente si tratta di una farsa) alcuni file di testo che a noi segugi della rete ci insospettiscono, in particolare uno e lo apriamo subito qui sotto:

Il primo risultato ai nostri sforzi

Ora abbiamo tutto quello che ci serve per tentare l’arrembaggio alla nave. La cosa che io consiglio, a tutti i pirati della rete è di avvisare, una volta riscontrata la veridictà dei dati, immediatamente la persona in oggetto, in modo che si possa porre un freno e limitare i danni alla sua stupidità! Ora bussiamo alla porta con i dati che ha condiviso ingenuamente con tutto il mondo :-) Vi conviene prima di entrare, schermarvi con un relay di comunicazioni come il ToRProject, visto che fidarsi è bene non fidarsi è meglio, perchè a volte a voler far del bene si riceve indietro del male!

Eccoci entrati!

Non ci posso credere un altro utente che ha esposto il suo conto corrente postale agli occhi indiscreti di tutta l’utenza smaliziata della grande rete! Ora proporrei un piccolo scherzo in modo da farlo spaventare un pochino! Andiamo nella sua casella di posta elettronica delle poste a cui ora abbiamo accesso, e scriviamo un messaggio a se stesso, dicendogli che questo è un messaggio spedito dall’utente “nome e cognome dell’utente in questione” per ricordare a se stesso di non condividere i suoi dati personali nella medesima directory in cui scarica e fa scaricare i suoi file multimediali ;-)

Un bel saldo, non vi pare?

Spero che questo breviario di informatica di base possa essere servito a qualcuno, utente o utonto esso sia!
Ah! Dimenticavo i file di testo contenenti informazioni delicate e riservate sono moltissimi, abbiate un po’ di fantasia nell’immettere parole chiavi, tipo: ibs, esprinet, amazon, paypal, email, internet, fineco, visa…. ecc. ecc. non vi stupirete mai abbastanza di quanto sia infinita l’ignoranza umana :-(, Purtroppo!
A me è capitato di trovare account esprinet.com ossia di rivenditori di computer, ditte di sicurezza informatica, ISP, SoftwareHouse ecc. che anche loro, nonostante dovrebbero conoscere i rischi del file sharing, o perlomeno sapere che chi sta dietro ad un pc, impiegata o programmatore, siano essi abbiano almeno una cognizione di base di come funziona la condivsione dei files nel mare di internet. Quindi “Utenti”, medi o medio bassi vi sentiate, non Vi preoccupate, sbagliano per primi loro, quelli che a noi dovrebbero insegnare! ;-)